Sia – This Is Acting

Sia – This Is Acting
- Voto: 74 su 100
- Anno: 2016
- Genere: Pop, Synthpop
- Influenze principali: Musica elettronica, Dance, Raggae




A cura di Alessandro Narciso

Più che la copertina orribile (che, tolto Colour The Small One, è un po’ un caposaldo degli album di Sia), a far preoccupare per questo This Is Acting, che ha seguito dopo solo due anni l’apprezzatissimo 1000 Forms Of Fear, è stato il singolo di lancio, uscito senza soluzione di continuità dalla promozione dell’album precedente.
Alive” è sostanzialmente Sia che tenta disperatamente di essere Sia, con il milione di piccoli spasmi della voce, un ritmo ballabile ma non troppo, un arrangiamento marcatamente pop contrapposto a una performance vocale ricercata, un ritornello ricco di ripetizioni testuali: insomma, un riassunto di ciò che ha decretato il successo di 1000 Forms Of Fear, ma con una melodia poco incisiva. Anche un altro singolo promozionale manierista quanto insipido, “One Million Bullets”, ha contribuito alla paura che This Is Acting fosse un tentativo di battere il ferro finché è caldo senza idee sostanziali di fondo.
Tutto considerato, non sorprende che “Alive” sia una canzone scritta per Adele (con la sua collaborazione) e scartata dalla cantante britannica: le carte in regola per essere una hit ce le ha, ma le manca la sostanza. Scoprire, poi, che l’intero album è composto da qualsiasi brano, fra quelli scritti per altri cantanti e poi rigettati, fosse abbastanza “Sia” da essere riciclato e finire su un unico disco è ancor meno incoraggiante.
Quindi? This Is Acting è una raccolta di brani talmente malriusciti che nemmeno Rihanna li ha voluti, buttata fuori per capitalizzare sul successo dell’album precedente?

Fortunatamente no. Il resto di This Is Acting è qualitativamente molto superiore ai due singoli citati e vede Sia muoversi con destrezza fra il cantautorato a cui appartiene e il pop da classifica con cui si marketizza. Già l’opener dell’album, “Bird Set Free”, rassicura sul vero contenuto dell’album: è una canzone easy-listening di un certo spessore, dalla melodia orecchiabile ma non scontata, arricchita da un arrangiamento ineccepibile che la rende un brano molto emozionante – decisamente troppo sofisticata per Rihanna, a cui era destinata.
E con gli ascolti ci si rende conto che il fatto che si tratti di brani con destinazioni diverse è uno dei punti di forza del disco, perché assicura molta varietà. Da una parte ci sono brani più leggeri e danzerecci, come “Move Your Body” (rifiutata da Shakira) col suo ritmo irresistibile, “Reaper”, co-scritta da Kanye West per Rihanna, o la pazzesca (e onnipresente) “Cheap Thrills”: fra la melodia ultra-catchy, il bellissimo mix di reggae e synthpop e il fatto che la scorsa estate non si potesse uscire di casa senza sentirla in radio, ammettilo, Rihanna, ti sei mangiata le mani per aver rifiutato anche questa! Dall’altro lato, ci sono le canzoni più introspettive ed emotivamente profonde, come la già citata opener, “House On Fire”, che verte comunque verso il lato allegro dell’album col fantastico synth sui ritornelli, o la lenta “Space Between”.
Ci sono perfino momenti più coraggiosi, come una “Broken Glass” in cui elementi orientali (tra cui un santoor in apertrura!) si fondono con una potenziale hit radiofonica, e in “Sweet Design” c’è perfino spazio per la Sia bizzarra (anche se un po’ sconclusionata) degli ormai dimenticati esordi. Certo, non manca qualche sensazione di déjà-vu (“Unstoppable” e “Footprints” richiamano momenti ben precisi di 1000 Forms Of Fear, casualmente i singoli di maggior successo), ma ritmica e struttura già note sono controbilanciate da melodie fresche che restano in testa.

Nel complesso, a This Is Acting manca un po’ lo smalto di 1000 Forms Of Fear, e anche la freschezza degli album precedenti, ma resta un lavoro solido per produrre il quale Sia ha sfruttato al meglio il poco tempo che si è presa, dimostrando di saper scrivere canzoni versatili che sanno brillare di luce propria anche quando i “grandi nomi” le snobbano. Gli episodi meno convincenti sono controbilanciati dalle molte ottime canzoni e, nella sua interezza, l’album è coeso, ben organizzato e molto piacevole.