Cosa vuol dire davvero essere un fan?

A cura di Michele Greco

Parlando con varie persone, mi sono reso conto che il termine "fan" ha un significato molto variabile. Per alcuni vuol dire essere sostenitori a ogni costo di un artista, difenderlo sempre e reputarlo perfetto. Analizziamo quest'ultima parola: ciò che è perfetto non ha difetti da correggere o aspetti da potenziare, quindi un artista definito tale ha già detto tutto ciò che aveva da dire e può ritirarsi con serenità. Inoltre, proprio perché ciò che è perfetto non è migliorabile, non possiamo dire che una cosa sia "più perfetta" di un'altra, quindi tutta la produzione dell'artista che si ama viene appiattita a un'unica dimensione qualitativa, senza poter distinguere aspetti migliori di altri.
Questo atteggiamento fa parte di una più vasta tendenza all'idolatria, in cui l'artista cessa di essere umano e assurge a divinità. Ciò a sua volta porta gli psycho-fan a rimanere intrappolati nei dogmi di una sorta di religione laica, fallendo nel confronto civile con chi esprime critiche legittime: non proprio un atteggiamento adatto alla vita nelle società democratiche.

E allora cosa vuol dire essere davvero fan di qualcuno? Secondo me, vuol dire stimarlo. Bisogna quindi comportarsi come una mamma severa ma giusta, che critica il figlio laddove sbagli e lo mette in punizione per fargli imparare la lezione. Lei non fa ciò per sadismo, ma perché crede nel potenziale del figlio, sa che può fare davvero tanto, e quindi vuole che si impegni al massimo senza accontentarsi. Allo stesso modo, il fan deve essere il critico più pignolo di chi stima, ma usandro argomentazioni puntuali e costruttive, anziché demolendo con cattiveria e a sproposito come fanno i cosidetti hater. Ciò può persino portare a non comprare un album, a scrivere recensioni negative e a invitare al boicottaggio, se necessario.
Per non scoraggiare gli artisti, però, è necessario che i fan siano anche amorevoli e quindi supportivi, fiduciosi e calorosi. Devono insomma essere come i veri amici, quelli che tifano per te, ti stimano e capiscono, ma che proprio per questo sono sempre e comunque sinceri. Ad esempio, un vero amico non ti dirà che canti benissimo anche se sei stonato come una campana, bensì farà il tuo bene rivelandoti la verità, seppur con tatto. Sta anche qui la differenza tra fede e fiducia, tra ossessione e amore.

La musica, essendo comunicazione, è un lavoro di squadra in cui anche i fruitori hanno un ruolo. Non credo all'idea poetica dell'artista ispirato da chissà quale musa, credo piuttosto all'idea di esseri umani, fallaci come tutti, che vogliono comunicare e che per farlo hanno deciso di allenare la propria spiccata creatività in una o più direzioni anziché lasciarla assopire. L'artista, come chiunque altro, può venire traviato da bias di conferma, attaccamento emotivo, errori di valutazione e cali d'ispirazione, sicché il fornirgli un punto di vista esterno diventa vitale. Affinché la voce dei fan venga ascoltata, però, è necessario spingere l'artista all'autocritica e all'umile ricerca del miglioramento, anziché a cullarsi sugli allori. Gli applausi devono insomma essere proporzionali al merito, né più né meno. Certo, spesso diventa difficile separare oggettività e soggettività, al punto che una svolta artistica che non si confà alle nostre aspettative potrebbe essere scambiata per un errore: ecco perché i fan devono anche avere la mente aperta e una cultura musicale decente su più generi.

Infine il fan è colui che conosce più degli altri gli artisti che ama, quindi può indicarne con precisione i punti di forza e quelli di debolezza, le lacune da colmare e i pregi da valorizzare, le potenzialità e i limiti. I fan in teoria possono esprimere le critiche meglio argomentate, ma per farlo devono addestrarsi a rimanere lucidi e a non idolatrare. È un obiettivo ambizioso che in pochi riescono a raggiungere, ma io credo che per apprezzare davvero qualcuno sia necessario capirne i difetti contestualizzandoli, giacché ciò permetterà di apprezzare meglio i pregi. Inoltre, sforzarsi di capire e studiare il contesto della musica di un artista è indispensabile per evitare di fraintenderlo e, conseguentemente, avere aspettative errate.

Nondimeno, essere fan non è solo una responsabilità, ma anche e soprattutto una fonte di grande gioia. È giusto e bello lasciarsi travolgere dalle emozioni, piangere di felicità e sentire il cuore che esplode nel petto, perché la musica è l'essenza stessa della vita; ma vivere nel cuore non vuol dire necessariamente annichilire il cervello, altrimenti si rischia di danneggiare chi si ama e, col tempo, spegnerne la stella.