Le Origini dell’Opera Lirica - parte I

Articolo a cura della collaboratrice esterna Miriam "Valkyria" Bissanti"

Peri Jacopo
Jacopo Peri
Per descrivere cos'è l'Opera Lirica non basterebbero anni, giacché si tratta di un'Arte così variopinta e ricca di sfaccettature che qualsivoglia descrizione risulterebbe incompleta. Proviamo comunque a descriverla da un punto di vista più "tecnico".
Per opera (o melodramma) si intende un genere che fonde teatro e musica, in cui possiamo assistere, spesso, a una minuziosa fusione di molteplici campi dell'Arte, inclusi balletto, Arti visive, architettura e ingegneria.
Sono tanti e di variopinti i soggetti rappresentati nei libretti, motivo per cui è del tutto naturale la presenza di sottogeneri; l'opera può essere, infatti, seria, buffa, giocosa, semiseria o farsesca.
L'articolazione di un'opera è suddivisa in vari momenti (meglio noti come "numeri") musicali, sia sinfonici sia cantati; questi ultimi possono comprendere organici di vario tipo quali soli, duetti, terzetti, quartetti, concertati, cori, ma anche balletti. Tra i soli è, invece, importante sottolineare la differenza dei vari tipi di brani: arie, cavatine, recitativi, cabalette, polacche, romanze, canzoni, ariosi, boleri, ecc.
Analizzandone piuttosto le origini, si potrebbe dire che sia stato il cosiddetto "Recitar cantando", teoria di fine Cinquecento della Camerata fiorentina dei Bardi, a instillare il seme per un prosperoso futuro non molto lontano.

Una prima testimonianza, che potrebbe descrivere l'attuale concezione di melodramma, è la "Dafnedi Jacopo Peri, su libretto di Ottavio Rinuccini, composta nel 1598; lo stesso libretto venne musicato molti anni dopo dal compositore tedesco Heinrich Schütz (noto anche con il nome latinizzato Henricus Sagittarius) nel 1627.


"Tu dormi, e 'l dolce sonno", aria dall'opera "Dafne" di Jacopo Peri, eseguita dal soprano Ellen Hargis.


Estratto della "Dafne" di Heinrich Schütz.

All'inizio del Seicento, invece vediamo "inaugurare" le prime azioni teatrali musicate e cantate, i cosiddetti primi melodrammi, con il tema pastorale dell'Orfeo. Assistiamo a due opere scritte quasi contemporaneamente da Giulio Caccini (tra il 1600 ed il 1602) e dal sovracitato Jacopo Peri (1600), entrambe dal titolo "Euridice"; curioso il fatto che entrambe furono composte sullo stesso libretto del già citato poeta fiorentino Ottavio Rinuccini.


Prologo "La Tragedia" e Coro "Se de' boschi", dall'"Euridice" di Jacopo Peri.


Esecuzione integrale dell'"Euridice" di Giulio Caccini.

Troviamo il tema dell'Orfeo ancora una volta musicato pochissimi anni dopo (1607) da Claudio Monteverdi, questa volta con il titolo "L'Orfeo" e su libretto di Alessandro Striggio; quest'opera venne scritta per il duca di Mantova.


Esecuzione integrale de "L'Orfeo" di Claudio Monteverdi, diretta dal M° Sir John Eliot Gardiner.

Seguiranno altri articoli in cui andrò ad analizzare le varie fasi di questo vasto genere, fino ai giorni nostri.



L'autrice: Nella vita di tutti i giorni sono un Soprano a tempo pieno. Amo l'odore della carta stampata. Odio il mondo, ma mi affascinano le storie di un tempo, tutto ciò che ha un significato nascosto, una chiave di lettura oscura. Odio la luce del sole ed il caldo, vivrei in un'eterna e fredda notte. Amo la fotografia, catturare quegli attimi di vita apparentemente così banali, ma che restano eterni nella nostra memoria, riguardando i nostri volti stampati.
Il mio blog è: https://undergroundscreams.wordpress.com/