Le Origini dell’Opera Lirica - parte II: il Barocco

Articolo a cura della collaboratrice esterna Miriam "Valkyria" Bissanti"
Antonio Vivaldi
Antonio Vivaldi
Nel precedente articolo ho esposto un semplice e conciso riassunto sulla creazione di questo genere teatrale/musicale; da qui in poi, invece, andrò ad esplorare le varie fasi che lo caratterizzano.
Per evitare polpettoni poco comprensibili e per fornirvi più che altro delle brevi "pillole" sull'argomento, questa seconda parte vuole concentrarsi sul Barocco, corrente diffusasi tra il XVII secolo e la prima metà del XVIII secolo

Come già anticipato, le prime azioni teatrali musicate, nascono alla fine del 1500, con Jacopo Peri.
I soggetti sono per lo più di natura pastorale e spesso tratti da antichi miti latini e greci o dai poemi cavallereschi. È bene precisare che, parallelamente alla nascita delle azioni teatrali, nacquero gli Oratori, composizioni dal carattere drammatico con personaggi e trama, ma eseguiti sotto forma di concerto, senza alcuna rappresentazione scenica; i soggetti vanno da vicende tratte dalla Bibbia (carattere religioso) ad eventi storici o mitologici (carattere profano).

L'organico orchestrale barocco era variopinto ed alcuni strumenti finirono poi per cadere in disuso. La parte fondamentale, che intreccia tutto il discorso musicale e la parte armonica più complessa, era quella affidata al basso continuo: una linea melodica scritta in chiave di basso, sostegno armonico a tutta la composizione, con dei numeri indicanti gli intervalli da applicare alla nota scritta. Il basso contiguo era affidato a uno strumento ad arco, che eseguiva la singola nota, e a uno strumento polifonico (clavicembalo o organo), ove venivano eseguiti gli accordi. Si trattava del solo accompagnamento durante i tanti recitativi che caratterizzavano l'opera, mentre durante gli altri brani della struttura musicale si aggiungevano gli archi e altri strumenti a fiato e a corda.

Va inoltre precisato che vi sono autori che fanno parte delle origini del barocco, ed altri che rivestono un ruolo essenziale nel tardo barocco (da cui, a mio modesto avviso, sono uscite alcune tra le migliori composizioni di natura lirico-sinfonica – anche se è presto per utilizzare questo termine – di tutti i tempi).

Ho già citato Claudio Monteverdi, figura fondamentale quando si parla di Opera Barocca: le sue azioni teatrali sono fondamentali per comprendere la nascita del melodramma; i soggetti sono prevalentemente basati su miti latini e greci.

"Lasciatemi morire" (Lamento di Arianna), aria dall'opera "L'Arianna" (1608), eseguita dal Soprano Anna Caterina Antonacci, diretta dal M° Julien Chauvin; regia: Juliette Deschamps. Amsterdam, 2007

Citando altri esponenti dell'opera barocca italiana, fu Pier Francesco Cavalli (1602-1676), compositore veneziano, a sviluppare la sua vasta attività compositiva nel primo periodo del barocco. Come spesso accade per questi autori, purtroppo non si trovano molti estratti delle loro opere, ma ho trovato una piccola perla di cui vi consiglio assolutamente l'ascolto.
"Vieni, vieni in questo seno", aria dall'opera "La Rosinda" (1651), eseguita dal Soprano Hana Blažíková

Esponenti raffinatissimi furono i siciliani Scarlatti: i fratelli Alessandro (1660-1725) e Francesco (1666-1741 ca.), e il figlio del primo, Domenico (1685-1757), nato invece a Napoli.
Di Alessandro sono note 59 composizioni operistiche tra pasticci musicali, opere semiserie e serie, anche se il compositore scrisse sicuramente molto altro, dato il suo essere un musicista particolarmente prolifico.
"Ondeggiante, agitato il pensiero", aria di Doride dall'opera "Il Prigioniero Fortunato" (1698), eseguita dal Soprano Simone Kermes.

Del fratello Francesco non riesco, ahimè, a trovare alcuna esecuzione di qualche sua composizione operistica: quel che è certo è che non fu prolifico come il fratello e il nipote. Quest'ultimo,  Domenico, portò alto il nome del padre e resse alla pari la sua fama; fu un musicista e compositore molto apprezzato e scrisse un gran numero di opere liriche, tra drammi pastorali, melodrammi e farse.
"Se l'alma non t'adora", duetto tra Poppea e Nerone, dall'opera "L'Ottavia ristituita al Trono" (1703), eseguita dal Soprano Patrizia Ciofi e dal Mezzosoprano Anna Bonitatibus, diretto dal M° Alan Curtis

Esponente che rivestì una particolare importanza fu Jean-Baptiste Lully (nato Giovanni Battista Lulli, 1632-1687), compositore italiano naturalizzato francese che lavorò per gran parte della vita alla corte di Luigi XIV. Lully influenzò molto l'opera francese, soprattutto per l'attenzione alle coreografie presenti nelle rappresentazioni sceniche (il compositore era anche un eccellente ballerino e intrattenitore). I soggetti trattati andavano dal tema pastorale alla tragedia, dal comico al poema eroico.
"Les plaisirs ont choisi pour asile", estratto dall'opera "Armide" (1686)

Tornando in Italia, non posso non citare Antonio Vivaldi (1678-1741) e Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), raffinatissimi compositori e capisaldi della musica barocca, italiana e non.
Vivaldi fu un violinista virtuoso e prolifico compositore: sono giunte a noi 21 opere (alcune parziali, altre complete), prevalentemente sotto forma di dramma per musica. Il suo virtuosismo è parecchio presente nelle parti vocali affidate ai solisti, che spesso non erano coerenti con la trama e il libretto poiché pensate per essere adatta alle prodezze dei cantanti.
"Agitata da due venti", aria di Costanza tratta da "La Griselda" (1735), eseguita dal Mezzosoprano Cecilia Bartoli

Pergolesi, nonostante la morte prematura (soli 26 anni), ci ha lasciato una vasta eredità di composizioni. Nel suo caso, ci tengo a postarvi un estratto, in quanto era uso comune che le opere fossero corredate di intermezzi, per lo più buffi.
"Del mio valore al lampo", aria tratta da "Il Prigionier Superbo" (1733), eseguita dal Controtenore Angelo Manzotti, diretto dal M° Panni


L'autrice: Nella vita di tutti i giorni sono un Soprano a tempo pieno. Amo l'odore della carta stampata. Odio il mondo, ma mi affascinano le storie di un tempo, tutto ciò che ha un significato nascosto, una chiave di lettura oscura. Odio la luce del sole ed il caldo, vivrei in un'eterna e fredda notte. Amo la fotografia, catturare quegli attimi di vita apparentemente così banali, ma che restano eterni nella nostra memoria, riguardando i nostri volti stampati.