Aradia Morrigan – Voices from the Other Side [EP]

- Valutazione: Molto buona
- Anno: 2018
- Genere: Dark synth pop
- Influenze principali: Alternative r'n'b, Dream pop, Witch house





A cura di Michele Greco

La bergamasca Sofia Ronchi, classe 1992, ha già pubblicato delle canzoni anni fa attraverso uno pseudonimo. Dopo averlo cambiato in Aradia Morrigan, è tornata con un EP di sei tracce che mescola principalmente pop elettronico e darkwave. In breve, la si potrebbe definire come una via di mezzo fra la prima Banks e Roniit, ma sarebbe riduttivo perché ha una personalità musicale definita. 

L'EP si apre con "A Little Piece of You", il brano più ritmato e catchy e del lotto; il suo ritornello, impreziosito da degli archi sintetici, entra in testa senza annoiare, per cui non stupisce che sia stato scelto come singolo. Permette inoltre di apprezzare il bel timbro vocale di Aradia Morrigan e la sua preparazione tecnica.
Il successivo "Running into You" è più emotivo; il testo, espresso bene dalla melodia, riguarda il perdere se stessi nell'altro all'interno di una relazione. Il titolo di brano più dark del lotto spetta però a "Voices from the Other Side", che ha un'atmosfera ammaliante e una texture che non ha paura di toccare stilemi witch house e trap. La parte iniziale è un po' troppo lunga e rischia di annoiare, ma il resto del brano si mantiene su alti livelli. Piuttosto, non si capisce il senso della presenza di ben due ospiti, Robin Marchetti e Indigo & the Sirens. Il primo ha un bel timbro vocale, ma non credo si sposi bene con l'atmosfera del brano, né credo abbia senso renderlo protagonista unico di una strofa e un ritornello. Indigo, invece, mi sembra più utile all'economia del brano; nello special prima canta da solo sopra al cinguettio degli uccellini, un riferimento agli psicopompi, e poi interseca il suo timbro sexy e profondo con quello di Aradia. Certo è, però, che la cantautrice finisce per essere soverchiata dai suoi ospiti; è una singolare scelta stilistica. Nondimeno, il brano è molto godibile.

Arriviamo adesso alla vera gemma dell'EP: "The Falling Star", una struggente electro-ballad che parla del suicidio della cugina di Aradia Morrigan. La performance vocale è molto espressiva; sembra quasi di sentire la voce della cantante che si spezza per il dolore, soprattutto nel bellissimo ritornello. La chiusura è un pugno nello stomaco: un messaggio vocale che la cugina della cantautrice le ha registrato qualche giorno prima di morire. 
Dopo questo tragico evento, Aradia Morrigan ha cercato di trasformare la propria voce in un'arma contro la sofferenza; come la dea egizia Wadjet, spera di essere un cobra che striscia nei cuori desertificati per nutrirli e sanarli. Di questo parla "The Eye", la cui ispirazione neopagana è chiara già nell'iniziale canto delle streghe in onore di Aradia, figlia della dea Diana. Nella strofa la cantautrice  tesse la linea vocale sopra un pianoforte riverberato e una discreta elettronica che ricorda vagamente quella di "Dark Horse" di Katy Perry. Il picco del brano si trova però nel vocalizzo arabeggiante in coda al ritornello.
L'EP si chiude omaggiando il film di David Lynch Fuoco Cammina Con Me, prequel della serie Twin Peaks. "Fire Walk With Me" è una canzone dagli echi soft rock le cui melodie, soprattutto nel ritornello, sono cariche di pathos e portano a un bel crescendo sempre più urgente.

Insomma, Voices from the Other Side è un prodotto di alta qualità. Non è perfetto né sconvolgente, ma questo è un esordio e come tale va valutato. A tal proposito, non si può che applaudire per gli spunti interessanti presenti in questo EP, soprattutto considerando che Aradia Morrigan avrà tempo di approfondirli. Già adesso mangia in un sol boccone quasi tutta la produzione pop italiana, quindi non posso che augurarle di crescere ulteriormente e di ottenere il successo che merita.